Le prime righe

Incipit

Il bacio della bielorussa

Il bacio della bielorussa

Youssef, cerata gialla, pantaloni antiacqua e cappello da pescatore, con un gesto del capo ordina di gettare il cadavere in acqua. Krakau lo guarda e non obbedisce. Spiega il marocchino: «Se arrivano, la polizia dico, non possiamo scaricare, ci saranno ore da perdere e non possiamo andare a casa. Mi capisci.» «Se ci vedono? Qualcuno alle finestre?» Youssef osserva il cadavere gonfio e si guarda intorno. É l'imbrunire e si vede poco. Sulla strada che costeggia il canale alcune finestre sono illuminate. Una luce proviene da un battello ormeggiato a pochi passi.
La notte del gatto nero

La notte del gatto nero

Alzò la testa dal cuscino e guardò la sveglia. La pioggia picchiettava sulla finestra. Le cifre rosse dicevano: tre e trentadue. Il telefono suonava. Giovanni Ribaudo si rese conto che suonava da tempo. Da quanto tempo non lo sapeva, ma capì di avere sognato a lungo un telefono che suona. Si voltò verso la moglie Vera, la vide muoversi appena, gli occhi ancora chiusi. La sentì borbottare. La sveglia segnava sempre le tre e trentadue. Pensò: chi chiama alle tre e trentadue? Il telefono smise di suonare.
Storia terribile delle bambine di Marsala

Storia terribile delle bambine di Marsala

Antonella Valenti, di nove anni, Ninfa e Virginia Marchese, sette e cinque, bambine cresciute nella miseria delle case popolari Ina, fra sudiciume e cemento, una sola bambola, giochi in strada, già brave nei lavori di casa per crescere massaie, lasciano la scuola elementare Pestalozzi di piazza Caprera a Marsala e percorrono via Nino Bixio e via Campobello per raggiungere casa, in via Circonvallazione. Sono le due del pomeriggio del 21 ottobre 1971. È giovedì. In quel tratto di strada, scompaiono