7 Sep 2009

Il “più grande romanzo sulla droga che sia mai stato scritto” (James Ellroy) inizia con uno degli incipit più potenti che mi sia capitato di leggere:

Il neonato è morto tra le braccia della madre.
Art Keller deduce dalla posizione dei cadaveri – lei sopra, il bimbo sotto – che la donna ha cercato di fargli da scudo. Di certo sapeva, riflette Art, che la sua morbida carne non poteva fermare le pallottole – non quelle di un fucile automatico, non da quella distanza – ma doveva aver agito per istinto. Una madre cerca sempre di proteggere con il proprio corpo il figlio. Così si è voltata, girando su se stessa mentre il proiettile la colpiva, e poi è caduta sul piccolo.

e, per oltre 700 pagine di una trama complessa e densa di personaggi indimenticabili, raramente perde intensità.

Il potere del cane è un romanzo epico sulle mafie americane e sul narcotraffico, sul Messico e sulla frontiera, sulle rivoluzione dell’America latina,  sulle operazioni speciali della CIA, sulla corruzione, un romanzo basato su una storia vera (su Wikipedia le corrispondenze fra il romanzo e i suoi personaggi, e la Storia) raccontata con grandissimo talento.

Il protagonista è il solitario (Sei Sempre Solo) Art Keller, agente DEA che sacrifica la vita per combattere il traffico di droga. Miguel Angel Barrera è l’antagonista: Barrera è il boss della Federación, il cartello dei narcos messicani e ha due nipoti, Adàn e Raùl,  che vogliono ereditarne l’impero. Poi ci sono gli irlandesi, soprattutto Sean Callan, implacabile killer che tenterà di redimersi ma non potrà farlo. E la donna fatale, Nora, prostituta di lusso. Non ci sono buoni e cattivi, bianco e nero: tutto è grigio e tutti, alla fine, perdono. Sullo sfondo, il male assoluto, quella demoniaca crudeltà di uomini e cose chiamata “il potere del cane”.

E’ un romanzo feroce, violento, fatto di omicidi, torture e stragi, di vendette spietate, ma non solo: le pagine del potere del cane sono anche pagine d’amore, di tradimenti e fedeltà, di amicizia, di disillusione. Sono pagine politiche, di una politica criminale e corrotta.

Il potere del cane di Don Winslow, edito da Einaudi Stile Libero nell’eccellente traduzione di Giuseppe Costigliola, è certamente il miglior romanzo noir da anni se non da decenni, forse il più potente affresco criminale che io abbia mai letto.

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