intervista su roma cultura
di a. pagliaro
Marta Baiocchi deve avermi scambiato per un cantante e mi intervista per il mensile Roma Cultura.
Marta Baiocchi: La Sicilia che tu descrivi è differente da quella raccontata da tanti altri autori siciliani. Nel tuo libro non ho trovato palme, né aranci, né profumo di gelsomini. Piuttosto una città, Palermo, oppressa dal caldo, polverosa, in cui vivere è difficile. E’ stata intenzionale la scelta di mostrare una Palermo così poco romantica?
Antonio Pagliaro: Le palme stanno sparendo, uccise da un parassita, il punteruolo rosso, nell’indifferenza generale: perfetta metafora di una identità cittadina che si sgretola, e di una amministrazione attenta solo a conservare le auto blu. E fra le tre cose che citi, sono solo le palme che puoi vedere nel centro di Palermo. Ti sfido a sentire l’odore del gelsomino nell’unico centro storico d’Europa aperto al traffico e dove trovi sempre un grosso furgone che scarica a motore acceso. La Palermo che mostro è quella che vive chi ci abita. La Sicilia di Montalbano è affascinante ma non esiste.
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commento di fara
6 Mar 2008
Risposta perfetta Antonio. La dovrebbero smettere di mitizzare Palermo e la Sicilia. Il tempo del mito è passato da un bel pezzo, 2 o 3000 anni.
Scambierei volentieri questi secoli di cultura storica per qualche annetto di cultura civile.
commento di evacarriego
6 Mar 2008
e passi la retorica, ma come si fa a firmarsi per cognome e nome
commento di Marta
12 Mar 2008
Carriego, non so se tirerei un più volentieri una ciabatta a te o al curatore dell’impaginazione di quel pezzo.
commento di evacarriego
12 Mar 2008
Baiocchi Marta: ihihih… son cose che fanno male, lo so
commento di Marta
13 Mar 2008
eheheheh, non ti dico poi il sale sulle ferite: una prelibatezza da sibariti.
un po’ tipo il salmone sottosale, immagina, ma più… interiorizzato, ecco.
via, ti tengo aggiornata, eheheh
BM