a disposizione di frankie the strangler
di a. pagliaro
Storie che bisognerebbe conoscere prima di votare.
Nel 1974 Marcello Dell’Utri organizzò un incontro a Milano fra Silvio Berlusconi e i mafiosi Bontade, Teresi, Cinà e Di Carlo. L’incontro, agli atti del processo Dell’Utri, lo racconta Francesco Di Carlo, boss mafioso pentito, allora noto come Frankie the Strangler perché abilissimo a uccidere a mani nude. Un estratto dalla sua deposizione (riportata integralmente nel libro L’amico degli amici di Gomez e Travaglio):
Siamo entrati e a venirci incontro è stato proprio Marcello Dell’Utri, che io conoscevo. Ci ha salutati: con Tanino Cinà si è baciato, con gli altri si è baciato, con me no. Si davano del tu. Siamo entrati in una grande stanza e c’era una scrivania. Ci siamo seduti. Dopo un quarto d’ora è spuntato questo signore e ci hanno presentato il dottor Berlusconi. Le presentazione le faceva Dell’Utri. Berlusconi però conosceva già Gaetano Cinà.
Dell’Utri era con un vestito blu scuro, giacca e cravatta. Il dottore Berlusconi aveva una camicia sotto e un maglioncino a girocollo e un jeans. Abbiamo scherzato di questo con Bontade e Teresi, dopo. Ovvero il fatto che abbiamo passato un’ora a prepararci e questo è venuto in jeans e maglioncino.
Hanno fatto arrivare il caffè, quando è entrato Berlusconi. Poi abbiamo cominciato a parlare di cose più serie. Si è cominciato a parlare di lavoro. Teresi disse che stava facendo due palazzi a Palermo e aggiunse: “certo, lei, dottore, sta facendo una città intera”.
Sono andati nel discorso della garanzia perché Berlusconi disse che era preoccupato. Bontade gli fece raccontare la situazione. Berlusconi disse “Marcello mi ha detto che lei è una persona che può garantirmi questo e altro”. Allora Stefano Bontade, modesto, rispose “No, io sa… però lei può stare tranquillo. Lei avrà persone molto vicine, che qualsiasi cosa chieda sarà fatta. Poi ha Marcello qua vicino e per qualsiasi cosa si rivolga a lui”. Poi disse: “In ogni caso Marcello può garantire perché è molto vicino a noialtri”.
Si parlava di costruzioni e Bontade gli disse: “Ma perché non viene a costruire a Palermo? In Sicilia?” Berlusconi rispose con un sorriso sornione: “Ma come, debbo venire proprio in Sicilia? Con i meridionali ho problemi e devo venire là…”. E Bontade gli ha detto: “Ma lei è il padrone quando viene là, siamo a disposizione per qualsiasi cosa”.
Berlusconi anche lui alla fine ci ha detto che era pure a disposizione per qualsiasi cosa. E “a disposizione” – non so se per i milanesi abbia un senso differente – perché per noialtri quando ci dicono “a disposizione”, in Cosa nostra si deve essere disponibili a tutti.
postato in cosa nostra, silvio berlusconi
la notte del gatto nero
il giapponese cannibale
i cani di via lincoln
il sangue degli altri
articoli di a. pagliaro




commento di andrea
2 Feb 2008
“In Cosa nostra si deve essere disponibili a tutti”.
Anche tra i politici questo detto va forte.
commento di fara
3 Feb 2008
non solo si dice e si è “a disposizione” ma va forte anche “servo vostro”
5 trackback
[...] no, PDL e PD non sono uguali. Berlusconi e Veltroni non sono uguali. Veltroni non ha mai incontrato Frankie the Strangler. Almeno spero. Non sono uguali: il PDL è la morte col kalashnikov. Il PD è un po’ meglio. [...]
[...] ho fatto commettere questi delitti. Sono delle cose, delle trovate assurde. Perché se lei vede il Di Carlo viene creduto quando accusa a me o quando accusa ad altri ma quando il Di Carlo dice che andarono a [...]
[...] non lo hai sposato operaio. Ti andava bene allora. Lo hai conosciuto che aveva già incontrato il principe di Villagrazia. E forse hai capito male: il principe di Villagrazia non era esattamente [...]
[...] non lo hai sposato operaio. Ti andava bene allora. Lo hai conosciuto che aveva già incontrato il principe di Villagrazia. E forse hai capito male: il principe di Villagrazia non era esattamente [...]
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