il numero 1

di a. pagliaro

14 Apr 2007
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La Cassazione boccia l’Antimafia da corteo
“La sentenza della Cassazione sul processo Andreotti dimostra la natura politica e strumentale che fu alla base di quell’indagine iniziata dall’ex-procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, e che aveva la pretesa di riscrivere “la vera storia d’Italia” con l’inchiostro rosso del pregiudizio e dell’interesse di parte. Cioè di quella parte politica, la sinistra comunista e post-comunista, sempre bocciata dagli elettori e che aveva creduto ad un certo momento di promuovere al governo coloro che per cinquant’anni erano stati la longa manus di Mosca e i beneficiari dei soldi del Kgb. Questo processo che è costato ai contribuenti italiani 300 miliardi e che ha distolto e distratto risorse, uomini e mezzi al contrasto della mafia militare e degli affari, è finito a coda di topo grazie a quell’Antimafia da corteo che disquisisce sui presunti incontri di Andreotti prima del 1980 affidati alla parola di un pentito come Francesco Marino Mannoia, pentito al quale è stato concesso l’incredibile salvacondotto dell’immunità per il reato di calunnia, qualunque cosa dicesse o facesse”.
Enzo Fragalà

1 commento

  • commento di luca

    22 Apr 2007

    se fragalà è contento di essere stato governato da persone che hano incontrato boss mafiosi, non in modi presunti, ma accertate da un tribunale felice lui. IO no. A me piace la democrazia e la libertà non la dittatura, ed in uno stato liberale e democratico è la magistratura a stabilire de certi reatio sono stati commessi,ed anche se fragalà NON lo ammetterà mai Andreotti ha incontrato BOSS mafiosi. Ero missino, come borsellino e come il giornalista Alfano (lasciato solo dai camerati)
    Purtroppo, perchè io ci credevo, ora purtroppo per colpa di gente comefragalà si stano rivoltando nella tomba.