tornano a chiudersi nelle loro case di tufo
di a. pagliaro
Il regno del non essere è sotto la città. E’ un luogo sotterraneo, fatto di caverne e burroni, fiumi, piccole case di tufo, e una grande piazza: la piazza degli incontri di chi non è.
Nel regno del non essere vive chi non è. I morti e i non nati.
I non nati corrono, saltellano e parlano. Non hanno una casa, qui. I non nati hanno un viso impaziente. I morti hanno visi bianchi, la bocca sempre aperta. Nei loro occhi non si vede la pupilla, non si vede l’iride. Sono occhi di un colore pallido e sgradevole. Nessuno guarda i morti negli occhi, infatti.
Alla sera, i morti siedono nella piazza degli incontri.
I non nati che passano da lì per caso, sono tanti, si fermano davanti al muretto dove siedono i morti. Allora i morti parlano, e una cosa ripetono sempre:
“Dovete eliminare le fotografie”.
Ma quando i non nati nasceranno, lo dimenticheranno. Non possono farne a meno: i non nati non possono portare con sé ricordi del non essere. Ma non lo sanno, e sono molto curiosi. Allora, quando i morti hanno parlato delle fotografie, chiedono. Chiedono di tante cose e di tante parole.
Cosa è la vita?
Cosa è l’uomo? Cosa è il mondo?
Cosa è un figlio? I morti rispondono.
Alla sera, quando è tardi, un non nato imprudente fa la domanda vietata. Ferma un attimo la sua frenetica corsa e dice:
Cosa è il sogno?
I morti si alzano dal muretto e vanno via. Tornano a chiudersi nelle loro case di tufo.
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