repubblica15marzo15Salvatore Ferlita recensisce “Il bacio della bielorussa” su La Repubblica. Scarica il pdf.

“Nei canali di Utrecht un cadavere tira l’altro: trattasi di due uomini di mezz’età, freddati con un colpo di arma da fuoco e fatti colare a picco, rispettivamente, da venti chili di piombo, distribuiti in una cintura da sub ben legata alla vita. Il caso è di competenza di Jean Paul van den Bovenkamp, ispettore della polizia di Utrecht: ex giocatore di hockey in seconda divisione, biondo, alto, robusto, ha un figlio piccolo che vede poco, troppo poco, e una collega-amante che gli rimette frequentemente in circolo gli ormoni. Brancola nel buio, all’inizio, van den Bovenkamp, tallonato dagli sberleffi della stampa cittadina. 

Fino a quando una medaglietta con l’effige di padre Pio fa imbroccare la strada giusta: che dall’Olanda porta in Sicilia, a Palermo, dove i fratelli Colavecchio, prima di fare una brutta fine, erano titolari di un’agenzia di investigazione. Il loro soggiorno a Utrecht coincide con quello di altri tre conterranei, Gianluigi Sanfilippo, Saro Maria Uttilla e Antonello Cardinale, tre politici a dir poco ambigui, e di Ludmilla Zamiatenko, una bielorussa dalla bellezza irresistibile, ribattezzata l’amante dell’Ars. A dare manforte all’ispettore olandese ci pensa un commissario siciliano: l’indagine comincia a ingranare e lo scenario che pian piano si disegna ha coordinate sempre più internazionali, dalla Grecia al Lussemburgo. Passando per una Sicilia ammorbata da Cosa nostra, sempre più intrecciata, quest’ultima, a doppio filo con urticanti colletti bianchi. 

Gli ingredienti di “Il bacio della bielorussa” di Antonio Pagliaro (Guanda, 302 pagine, 18,50 euro) sono i soliti: morti ammazzati, sesso, perversione (a un certo punto si fa cenno alla presenza di “carne fresca”, quella dei bambini), droga, giudici corrotti. Ma insolito è lo sguardo di chi narra, che si insinua con ostinazione nelle pieghe più oscure del male: Pagliaro non teme di guardare in faccia la Gorgone. Più tesse i fili della sua narrazione, con abilità da confezionatore navigato di thriller, più il suo inchiostro si fa nero, nerissimo.

Con un cambio di passo particolarmente efficace, quando entra in scena il killer Franz, forte dei suoi monologhi che sembrano riecheggiare, in certi passaggi, la voce narrante di “Malacarne” (Giosuè Calaciura), ambientati in una Palermo selvaggia e respingente. Franz, spietato con le vittime e con le donne nato per uccidere, soldato fedele e inflessibile, un giorno però avverte uno smottamento cardiaco: si imbatte in Gaia, bella, misteriosa, tremendamente fragile, e se ne innamora. Errore fatale, che provocherà assilli e lacerazioni, spingendolo in un pericolosissimo vicolo cieco. Entrano pure in scena, a un certo punto, Corrado Lo Coco e il tenente Cascioferro, i quali già si erano affacciati dai precedenti romanzi di Pagliaro: l’intrigo internazionale si rivela una sorta di carta moschicida.

Le trecento pagine del romanzo quasi si divorano: azione ed efferatezza si sommano in un efficacissimo crescendo. In tutto ciò, la scrittura dell’autore è messa completamente al servizio delle vicende narrate. Lo stile di Antonio Pagliaro è quello di non averne uno: mano a mano che in questi anni ha messo a punto i suoi romanzi, è riuscito a rendere la sua scrittura affilata come un coltello e scarnificata al massimo. Le sue frasi si allungano sulla pagina come alberi neri, nudi in un paesaggio perturbante che trasuda inquietudine. Nel quale (e non è poco) non c’è posto per la sospirata catarsi”.

un intrigo internazionale scandito dal ritmo incalzante di sessantotto fulminanti capitoli

Roberto Iasoni parla del romanzo “Il bacio della bielorussa” sul Corriere della Sera del 25 febbraio 2015 (pdf): “Fra la piovosa Utrecht e la calda Palermo, fra la mala del Nord Europa e cosa nostra: un intrigo internazionale scandito dal ritmo incalzante di sessantotto fulminanti capitoli, tenuto insieme dal filo di ferro di dialoghi che […]

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“la risposta italiana a don winslow”

Alcune recensioni scritte dai lettori di Amazon sul romanzo “Il bacio della bielorussa”, Ugo Guanda editore. “La potenza della narrativa di Antonio Pagliaro e la capacità di scavare l’animo criminale ricorda quella del Don Winslow migliore, quello de “Il potere del cane”, solo che qui il marcio non è in Messico e nemmeno negli USA. […]

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palermo criminale, il grande romanzo della città

Da pochi giorni è disponibile in libreria l’antologia “Palermo criminale” da me curata per l’editore Laurana. È una storia fatta di dodici racconti per i dodici mesi del 2004: un anno difficile, in cui l’ascesa in serie A della squadra di calcio sembrava simbolo di un cambiamento possibile. Che però non sarebbe arrivato. Una storia […]

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jean-patrick manchette scrive leonardo sciascia

Fernando Fazzari recensisce “La notte del gatto nero” su Thriller Magazine: “La notte del gatto nero potrebbe essere riassunto così: Jean-Patrick Manchette scrive Leonardo Sciascia. Ci sono la Sicilia — isola nell’isola — il genere letterario come pretesto e il tema giudiziario, elementi tipici dello scrittore di Racalmuto e l’esattezza cristallina che è la cifra stilistica […]

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“i cani di via lincoln” domani in edicola

Il romanzo “I cani di via Lincoln” (prima edizione: Laurana, 2010) arriva in edicola, allegato al Sole 24 ore di domani, 10 gennaio 2014, nella collana “Noir Italia”. Costa 6.90€. “Noir Italia” è una collana di 30 romanzi italiani di genere, scelti nell’ampio panorama letterario italiano degli ultimi anni. L’opera – con un taglio del […]

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intervista gastronomica

Angie Cafiero, nota blogger di gastronomia, mi fa alcune domande di cucina e dintorni, tipo: a che piatto paragoneresti Silvio Berlusconi? Ed Enrico Letta? O anche: se dovessi scegliere uno scaffale di supermercato, dove immagineresti il tuo libro? Leggi l’intervista sul suo blog: link.

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andré héléna

Scrive Raymond Chandler, in una lettera del 1944 al critico Sandoe che “i francesi sono le uniche persone che giudicano la scrittura per quel che è. Gli anglosassoni prima pensano all’argomento, poi semmai alla qualità” (dal libro “Parola di Chandler” edito da Coconino Press). Forse anche per questo i più grandi autori di noir sono […]

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